Accettare il cambiamento – approfondimento

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Dopo aver analizzato le tecniche del secondo elemento e della resa consapevole per accettare il cambiamento, in questo articolo condividerò ulteriori spunti di riflessione.

La psicobiologia ci aiuta a comprendere come le nostre azioni e i nostri pensieri sono condizionati da fattori sui quali non abbiamo alcuna possibilità di controllo: la genetica, l’ambiente, le circostanze.

Il margine di libertà che ci resta è comunque ampissimo, e ciò che noi vogliamo costituisce il senso della nostra vita che ci consente di viverla come individui attivi e consapevoli.

Occorre rendersi conto che quasi tutte le nostre azioni quotidiane, pensieri, atteggiamenti, desideri e aspettative sono legati al bisogno del soddisfacimento di bisogni e, fondamentalmente, di affetto, di rispetto, di appartenenza.

Se ci poniamo nell’ottica che noi non siamo il centro del mondo e dell’universo, che la vita continua anche senza di noi, se ci rendiamo conto del fatto che pretendiamo dagli altri e dal mondo solamente di essere amati e protetti, allora tutta la nostra vita assume un significato diverso e il nostro atteggiamento verso di essa cambia.

Non siamo più schiavi dei nostri bisogni, i quali restano, ma siamo noi che possiamo scegliere come soddisfarli, così come accettare gli innumerevoli casi in cui essi non sono soddisfatti secondo le nostre aspettative.

E dopo?

Una volta riconosciuto con chiarezza e consapevolezza il fatto che una porta si è chiusa impedendoci l’accesso là dove volevamo andare, è assolutamente indispensabile per la nostra salute mentale, raccogliere le nostre energie e orientarle positivamente in una diversa direzione.

Questa è la straordinaria libertà che possiamo conquistarci nella conduzione della nostra vita quotidiana. Tutti gli eventi spiacevoli allora perdono la loro carica emotiva nei confronti del nostro bisogno di essere amati ed apprezzati, e vengono interpretati per quello che sono, casi della vita sui quali non abbiamo avuto possibilità di controllo.

Quello che possiamo fare è proprio risparmiare le energie che avremmo dirottato verso la recriminazione e il rimpianto, e dirottarle verso la costruzione di un progetto alternativo.

Non ho potuto dedicarmi al lavoro che avrei sempre voluto svolgere o alla passione che mi dava tanta soddisfazione, non ho avuto una vita coniugale così come l’avrei desiderata, e innumerevoli altre forme di rimpianto e di recriminazione, possono essere tutte considerate come vere e proprie sfide.

Occorre dirsi, dal momento che le cose stanno così, raccogliamo le nostre forze, consapevoli delle nostre risorse e capacità, e affrontiamo subito la sfida che la vita ci pone, con coraggio, rabbia e determinazione.

Solo così la rabbia e le altre emozioni e stati d’animo negativi potranno trasformarsi in energie positive.

Lasciarsi sempre aperta una via di fuga, e fare in modo che questa via conduca verso un obiettivo desiderabile e che coinvolga tutte le nostre risorse positive, è la chiave per vivere la vita in maniera piena, intensa e consapevole.

Preghiere della Torre

Concludo questo approfondimento condividendo la poesia “Preghiere della Torre” che sintetizza perfettamente l’accettazione del cambiamento:


Signore, dammi la forza di cambiare le cose che posso modificare, la pazienza di accettare quelle che non posso cambiare e la saggezza per distinguere la differenza tra le une e le altre.

Dammi Signore, un’anima che abbia occhi per la bellezza e la purezza, che non si lasci impaurire dal peccato e che sappia raddrizzare le situazioni.

Dammi un’anima che non conosca noie, fastidi, mormorazioni, sospiri, lamenti.

Non permettere che mi preoccupi eccessivamente di quella cosa invadente che chiamo ‘io’.

Dammi il dono di saper ridere di una facezia, di saper cavare qualche gioia dalla vita e anche di farne partecipi gli altri.

Signore dammi il dono dell’umorismo.


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