L’antropodiniego

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La drammatica storia dell’elefantessa incinta morta in India a seguito delle ferite riportate dopo aver ingerito un ananas infarcito di petardi è solo l’ultimo gesto atroce compiuto dall’essere umano nei confronti degli animali.

La domanda è: perchè?

Forse ha davvero ragione l’agente Smith di Matrix che l’essere umano è il vero virus del pianeta Terra.

Desidero condividere con te una geniale intuizione che ho avuto, durante la mia missione qui. Mi è capitato mentre cercavo di classificare la vostra specie. Improvvisamente ho capito che voi non siete dei veri mammiferi: tutti i mammiferi di questo pianeta d’istinto sviluppano un naturale equilibrio con l’ambiente circostante, cosa che voi umani non fate. Vi insediate in una zona e vi moltiplicate, vi moltiplicate finché ogni risorsa naturale non si esaurisce. E l’unico modo in cui sapete sopravvivere è quello di spostarvi in un’altra zona ricca. C’è un altro organismo su questo pianeta che adotta lo stesso comportamento, e sai qual è? Il virus. Gli esseri umani sono un’infezione estesa, un cancro per questo pianeta: siete una piaga.

La superiorità dell’essere umano…

La realtà è che noi siamo pateticamente ignoranti di tutto ciò che ci circonda.
Un concetto che può aiutarci a trovare una risposta è quello dell’antropodiniego, cioè il rifiuto dellʼidea che l’essere umano sia un animale come tutti gli altri salvo vantare alcune funzioni più complesse.

Siamo così insensibili e refrattari allʼidea di essere, come gli altri animali, guidati da istruzioni interne che elaborano dati in risposta agli stimoli interni e ambientali, dallʼaver concepito la nostra stessa visione della vita e della realtà come se lʼinconscio non esistesse.

Le nostre azioni sono attivate e guidate da meccanismi istintivi, automatici e inconsci. Solo in un secondo momento possiamo intervenire con la razionalità e il controllo. Ma la nostra vita resta guidata, prima che da aspirazioni, desideri nobili, amore e valori universali, da istinti, passioni, bisogni insopprimibili. Non ci piace accettare questa idea, perché nega la superiorità, anzi, l’estraneità dell’uomo al mondo animale.

E’ stato dimostrato che l’uomo e gli animali superiori, specialmente i primati, hanno alcuni istinti in comune. Tutti hanno i medesimi sensi, le intuizioni e le sensazioni, le stesse passioni, affezioni ed emozioni, anche le più complesse… tutti possiedono le stesse facoltà di imitazione, attenzione, decisione, scelta, memoria, immaginazione, associazione di idee, e la ragione, anche se a livelli molto diversi.

Prima ancora che esseri umani siamo mammiferi, e prima ancora che mammiferi siamo organismi biologici elementari. Ciò che noi siamo oggi viene normalmente considerato come il frutto esclusivo del nostro libero arbitrio, della nostra esperienza personale, delle nostre scelte.

In realtà, come dimostra lo studio della nostra mente, tutte le nostre azioni presenti sono condizionate da quelle passate, e quindi tutti i nostri schemi mentali si fondano su schemi preesistenti, i quali a loro volta si fondano su schemi ancora precedenti.

Ciò che noi consideriamo un comportamento particolarmente evoluto, sofisticato, frutto dell’applicazione di abilità o capacità cognitive di ordine superiore, si fonda pur sempre su schemi assolutamente elementari e primitivi, il cui unico scopo è quello di garantire la sopravvivenza della vita organica.

Conclusione

Se vogliamo veramente fermare episodi di tale violenza nei confronti degli animali e dell’ambiente, dobbiamo assolutamente riconoscere e prendere consapevolezza che l’uomo non è una entità separata dall’ambiente, ma ne è parte integrante. Non esiste sulla Terra un essere umano o una qualsiasi forma di vita separata dall’ambiente.

Dal punto di vista dell’essere umano si potrebbe pensare che l’uomo possa incidere sull’ambiente grazie alla sua autonomia e al libero arbitrio.
Ma dal punto di vista ambientale, quello che avviene è un processo continuo di scambio e di modificazione con tutti gli esseri viventi e non, incluso l’essere umano.

Episodi di inquinamento, deforestazioni dissennate, incendi devastanti, bracconaggi, uccisioni di animali sono solo alcuni esempi che dimostano che l’essere umano si sente superiore a tutto e tutti.

Ma il concorde verdetto interdisciplinare delle scienze, è che l’universo intorno all’Uomo potrebbe benissimo continuare senza di lui. Egli non ne è che un sottoprodotto e potrebbe scomparire senza che ciò rappresentasse la minima perdita per l’avvenire del mondo” (cit. Moreno).

Per questo dovremmo imparare a vivere in modo più umano, rispettosi del pianeta, delle piante e degli animali che ci circondano.


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