Cambiamento e accettazione – La tecnica del “secondo elemento”.

Accettazione
Tempo stimato di lettura: 2 minuti

Come già parlato in altri articoli, qualsiasi cambiamento è fonte di stress e sofferenza perché ci obbliga a modificare uno schema collaudato.

Il cambiamento è percepito a livello inconscio come una “anticamera della morte”.

Questa percezione è confermata anche quando la persona si trova costretta ad accettare il mancato soddisfacimento di un bisogno, spesso in maniera definitiva e irrevocabile. Ad esempio, pensiamo a quelle persone che non riescono a dimagrire o a coloro che vorrebbero un lavoro diverso. Ma anche chi vorrebbe avere un luogo di residenza diverso, e, in definitiva, una vita diversa.

Come fare a cancellare il rimpianto, la recriminazione, la rabbia dalla propria esistenza?

Da alcuni studi la soluzione sembra consistere nell’utilizzo di due tecniche tipicamente psicobiologiche:

  1. “la tecnica del secondo elemento”, o in alternativa 
  2. la “Resa consapevole”.

In questo articolo approfondiremo “la tecnica del secondo elemento”.

La tecnica del “secondo elemento”.

Quando ci si trova di fronte a una condizione di vita che non è possibile modificare, pur attivando tutte le proprie forze, è necessario dirottare l’energia che verrebbe assorbita da questa situazione negativa verso il perseguimento di un obiettivo positivo molto impegnativo.

Il secondo elemento è quello che, introdotto nell’esistenza quotidiana di una persona, le modifica la vita.

Questa tecnica costringe a incanalare gran parte delle energie vitali verso una meta che costituisca un’alternativa importante, significativa per la vita della persona stessa, rispetto alla perdita o al mancato conseguimento di ciò che la persona riesce con fatica ad accettare.

In concreto, si tratta di intraprendere iniziative che per vari motivi erano state abbandonate o neppure avviate, ma che siano realizzabili e al tempo stesso cariche di significato per la persona.

Pensiamo ad esempio a chi ha sempre desiderato saper nuotare o imparare a suonare uno strumento. In altre parole, recuperare uno dei nostri sogni rimasti nel cassetto e cercare di realizzarlo.

Lo scopo di questa tecnica è quello di recuperare autostima, fiducia in se stessi, senso e significato della vita impegnandosi a fondo in un’attività i cui risultati siano tangibili e significativi. Questo non deve essere considerato una distrazione ma deve aiutare a prendere la consapevolezza del fatto che esistono alternative.

Si tratta, in altre parole, di raccogliere risorse per rivolgerle verso il perseguimento di obiettivi sani. Questo dirottamento di energie avrà come conseguenza quella di sottrarre energie che erano fino a quel momento assorbite da interessi “insani”, ridistribuendole in maniera diversa.

Conclusione

Il secondo elemento rappresenta metaforicamente la via di fuga verso un progetto di vita positivo e costruttivo. Questa tecnica aiuta a far uscire dall’angolo la persona che si ritrova bloccata, rimuginando e accumulando energia negativa, in quanto non riesce a concepire la propria vita priva di ciò che le manca.

Questa tecnica può essere utilizzata da sola, ma è sempre meglio abbinarla alla tecnica della “Resa consapevole” che verrà approfondita e illustrata nel prossimo articolo.

Cosa ne pensi di questa tecnica? La conoscevi?

Leggi anche Stress 6 strategie per gestirlo

Share & Enjoy