La cura del sonno

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Stamattina stavo parlando con un amico sulla piacevolezza e l’importanza di dormire bene. Queste riflessioni mi hanno spinto ad approfondire l’argomento del sonno, uno dei bisogni primari, fisiologici, e fondamentali per la nostra salute.

Cenni storici

Prima dell’introduzione della luce elettrica nel 1878, le persone avevano a disposizione in base alla stagione, una media dalle 7 alle 14 ore di buio ogni notte senza corrente elettrica.

Con l’avvento della luce elettrica si ha avuto un ampliamento delle attività lavorative ma anche di attività ricreative nelle ore notturne. Ad esempio, la televisione, Internet e i videogiochi hanno diminuito le ore rimaste per il riposo.

Ma ridurre il tempo dedicato al sonno e al riposo significa recuperare ore alla vita, o è dannoso?

Scoperte scientifiche

Negli ultimi anni la ricerca scientifica ha dimostrato come il sonno, insieme ad una corretta alimentazione e attività fisica, sia una componente essenziale della salute fisica e mentale.

Se la sua durata scende sotto una certa soglia, si possono avere aumenti di incidenti stradali e
lavorativi, ma anche depressione, diabete, infarto, obesità, ipertensione, ictus e mortalità.

E’ dunque importante avere la consapevolezza che un alterazione del proprio ritmo sonnoveglia e della durata e della qualità del sonno può produrre dei danni sulla propria salute.

Il nostro corpo è dotato di un orologio biologico interno che si regola da sempre con l’alternanza luce/buio.

In base alla quantità di luce, il nostro orologio biologico regola la produzione di ormoni e di neurotrasmettitori cerebrali. Esso, tuttavia, può essere condizionato nel suo funzionamento da un’illuminazione superiore a 180 lux.
La luce artificiale può impedire al corpo di produrre melatonina, l’ormone del sonno, e rendere difficile addormentarsi.

Inoltre si consideri come ogni alterazione dell’equilibrio ormonale determina effetti di perturbazione dell’equilibrio di tutto l’organismo, con conseguenti alterazioni dello stato dell’umore, dell’atteggiamento mentale e di conseguenza del nostro comportamento, il quale condurrà a una condizione di stress che altera il ritmo sonno-veglia in un circolo vizioso.

Curiosità

Per quanto riguarda la durata della vita, chi dorme abitualmente meno di sei ore ha un aumento del 12% del rischio di morire prima di compiere 65 anni rispetto a chi dorme da sei a otto ore.

Chi dorme invece regolarmente più di nove ore ha un aumento del rischio di morire prima dei 65 anni del 30%, perché chi dorme a lungo è più facilmente depresso ed è più sedentario.

Un importante studio del governo degli Stati Uniti d’America ha mostrato che i sonniferi sono fondamentalmente inutili, in quanto anticipano il tempo di addormentamento di 12,8 minuti rispetto al placebo e aumentano la durata del sonno di soli 11 minuti, anche se i pazienti sono soggettivamente convinti di avere dormito di più.

Conclusioni

La conoscenza del problema, consapevolezza e l’adozione di tecniche di rilassamento costituiscono rimedi sicuramente più efficaci anche se non sufficienti.

Lo stile di vita resta l’aspetto più importante insieme con il rispetto di alcune semplici regole pratiche:

  • non assumere a partire dal tardo pomeriggio sostanze eccitanti come caffè e nicotina,
  • assumere un pasto serale leggero e senza alcolici,
  • ridurre la temperatura della stanza da letto e la luminosità ambientale,
  • un’ora prima di dormire non usare computer, tablet o smartphone retro illuminati,
  • preferire un libro alla tv,
  • andare a letto e svegliarsi sempre alla stessa ora, anche nei weekend.

E tu cosa ne pensi?


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