La gestione del tempo

Gestione del tempo
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Gran parte della nostra vita è occupata dalla necessità di adempimento di funzioni fisiologiche e di attività che siamo obbligati a svolgere, ma che per la loro ripetitività, la mancanza di contenuti affettivi ed emozionali e di interesse consapevole, non arricchiscono in nulla la nostra esistenza.

E’ importante che ognuno di noi si renda conto che il tempo a nostra disposizione è limitato, e quindi occorre sfruttarlo al meglio. Spinti dalla necessità e dalla paura dell’esistenza, preferiamo continuare a sopravvivere alla giornata, tappando falle là dove ci accorgiamo che si siano aperte, e limitando la pianificazione della nostra vita all’immediato, a ciò che gli altri ci chiedono di fare, o, al limite, all’organizzazione di ferie, vacanze e uscite serali.

Quello che manca nella vita della maggior parte di noi è la consapevolezza che solo una programmazione accurata del tempo, che tenga conto dell’esperienza passata, sia ben centrata sulla situazione presente, e costruisca precisi piani per il futuro, può consentirci di vivere una vita degna di essere vissuta.

Lo sapevi…

Recuperare dieci minuti al giorno da dedicare a noi stessi e a ciò che ci rende più felici significa riprendersi più di sessanta ore di vita all’anno di vita vera, piena, intensa, tutte per noi, da utilizzare come ci pare, e come riteniamo più giusto.

L’operazione, semplicissima a parole, richiede rigore, impegno, organizzazione: occorre analizzare nei particolari il nostro stile di vita, l’insieme di tutte le attività quotidiane, l’individuazione dei tempi morti e delle abitudini prive di fondamento e di utilità per gli scopi che ci siamo posti.

Il che significa, naturalmente, avere ben chiaro che cosa si voglia fare del tempo che andiamo a recuperare con così tanta fatica, che può anche essere oziare e riposare, purché lo si faccia consapevolmente e con soddisfazione.

In generale un buon lavoro di pulizia nel complesso delle nostre abitudini non può che far bene alla salute e alla qualità della nostra vita.

E dopo…

Una volta recuperato tempo e risorse possiamo dedicarci a ciò che, invece, ha un significato vero e consapevole nella nostra vita, siano essi progetti grandiosi o semplici interessi.

Riguardo a questi ultimi è utile comprendere quali tra essi rispondano ad effettive esigenze, o siano solo strumenti poco efficaci, dispendiosi e alla lunga nocivi per evitare di pensare alla nostra condizione di vita.

Per fare un esempio, pensa alle ore buttate al vento passate passivamente davanti alla televisione o sui social senza alcuna scelta o spirito critico, ma solo per seguire una moda, o per evitare di svolgere un’attività intellettuale impegnativa.

Non si tratta di predicare l’impegno a tutti i costi, perché sono importanti anche il disimpegno e l’ozio (nel senso latino di otium), il riposo, anche per la mente, e la gioia della convivialità fine a se stessa.

Quello che si sostiene è ben diverso. Si tratta di essere sempre consapevoli di ciò che stiamo facendo e di quali esigenze stiamo cercando di soddisfare: destrutturando le nostre abitudini, riflettendo su ciò che consideriamo davvero importante per la nostra vita, possiamo ritornare padroni di essa, e smetterla di lasciar decidere agli altri, ai nostri ormoni e ai nostri schemi mentali le scelte della nostra vita.

Quando ci sarà bisogno di lavorare si lavorerà, quando si potrà dedicarsi ai nostri interessi, lo si farà con passione, quando avremo bisogno di distrarci o di riposarci, cercheremo i modi migliori per farlo. Ma tutto questo, sempre assumendo il pieno controllo della nostra vita.


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