Cambiamento e accettazione – La tecnica della “Resa consapevole”.

resa consapevole
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In questo articolo parlerò della resa consapevole che, insieme alla tecnica del secondo elemento, indica come accettare situazioni portate dal cambiamento che non possiamo gestire.

Ci sono dei momenti in cui tutto va bene; non preoccupatevi. Non durerà. – Jules Renard

La Resa consapevole

Più che una tecnica, quella della resa consapevole consiste nella integrazione all’interno della propria coscienza di un nuovo atteggiamento verso la vita, più equilibrato, più maturo, più consapevole.

L’ostinazione con cui si pretende di perseguire obiettivi che, per qualsiasi motivo, si pongono al di fuori della nostra portata, è causa di sofferenza inutile.

Accettare che la vita è quella che è, che ciò che capita è ciò che deve capitare, e che la nostra capacità di intervenire sull’ambiente è limitata, costituisce qualcosa di molto simile a una vera e propria illuminazione, tale da rendere il resto della vita accettabile, o persino piacevole.

Arrendersi all’evidenza, alla realtà dei fatti, a un potere superiore al nostro che ci obbliga a modificare i nostri programmi, a cambiare direzione, a fermarci, costituisce, paradossalmente, la più grande forma di libertà che un essere umano possa sperimentare.

Non si è liberi se si pretende che la realtà si adegui alle nostre esigenze. Si è liberi soltanto quando si accetta di immergersi totalmente nel flusso della vita e lasciandosi trascinare da essa, ma con la piena e illuminante consapevolezza di non essere soggetti passivi ma, al contrario, protagonisti all’interno di un disegno più grande di noi.

Allora?

Ma se le cose stanno così, e se tutti siamo consapevoli del fatto che le situazioni non possono andare sempre come noi vorremmo, per quale motivo dovremmo rassegnarci alla sofferenza, alla delusione, al rimpianto e dedicare la nostra vita a recriminare sul passato?

Ad esempio:

  • Non ho superato l’esame di ammissione a una facoltà universitaria?
  • Sono stato il primo degli esclusi ad un concorso per un posto di lavoro o ad un avanzamento di carriera?
  • Sono stato licenziato o ho perso il lavoro?

Ognuna di queste situazioni, come innumerevoli altre che accadono nella vita quotidiana di ognuno di noi, possono essere vissute con disperazione, come drammi che non lasciano via d’uscita, oppure come occasioni.

In fondo, si tratta di situazioni di altissimo stress, e lo stress, come visto in questo articolo, può essere vissuto semplicemente come tale, ossia fonte di sofferenza, oppure come una sfida.

È evidente che per affrontare una qualsiasi sfida è necessaria una condizione psicofisica forte ed equilibrata, ed è per questo che in passato ho insistito sulla necessità di prendersi cura della propria salute e del proprio benessere. Non solo perché ciò è utile e piacevole, ma anche per allenarci ed addestrarci a momenti più difficili.

Se partiamo dal presupposto che nulla nella vita ci sia dovuto, nonostante il nostro impegno per ottenerlo, allora la vita stessa diventa più facile e ogni evento diventa uno stimolo per affrontare una nuova esperienza, come se fosse un’avventura o una esplorazione.

E allora prendiamo la vita per quello che è, e cioè una condizione misteriosa, incomprensibile e viviamola con maggiore leggerezza, evitando di caricarla di significati che non ha o di cui non possiamo avere conferma, e cerchiamo di darle un significato che sia oggettivamente utile per noi e per gli altri.

Conclusione

Dal punto di vista teorico, queste affermazioni possono suonare assolutamente comprensibili o condivisibili.
Dal punto di vista pratico, invece, non è per nulla facile porsi in questa condizione.

La maggior parte delle nostre azioni quotidiane e degli obiettivi che ci poniamo sono assolutamente inutili e spesso dannosi.

Ci arrabbiamo e ci roviniamo la giornata o persino periodi della nostra vita per fatti o persone che non meritavano neppure la nostra attenzione; ci ostiniamo a dedicare tempo ed energie ad attività che non producono nulla di concreto e di costruttivo; orientiamo troppo spesso i nostri pensieri verso il passato anziché verso progetti futuri.

Allora come procedere?

Bisogna imparare a conoscersi, a osservare con distacco le proprie reazioni e le motivazioni che stanno dietro ad ogni nostra azione quotidiana. Una volta che individuiamo i bisogni fondamentali che stiamo cercando di soddisfare, diventa allora possibile mantenere un distacco consapevole da ciò che non riteniamo importante e concentrare tutte le nostre energie per vivere con intensità ciò che stiamo costruendo.

Spero che queste due tecniche ti aiutino ad acquisire maggiore consapevolezza e ad accettare situazioni che non vanno sempre come noi vorremmo. Grazie.

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