Saper invecchiare bene

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Hands tell a story by Shannon Moore on 500px.com

Siete a conoscenza che l’invecchiamento inizia sin da giovani? In questo articolo parlerò di cos’è l’invecchiamento, a quali cambiamenti porta e come dovremmo approcciarlo per invecchiare bene.

Cos’è l’invecchiamento?

L’invecchiamento è un processo progressivo caratterizzato da indebolimento dei meccanismi di difesa dalle variazioni ambientali e da riduzione delle riserve funzionali d’organo e d’apparato. Da questa definizione, tipicamente medica, si evince come esso sia visto solo come un processo negativo, e privo di connotati positivi.

Non è semplice identificare le modalità di invecchiamento dell’uomo, perchè ognuno di noi ha differenze individuali che rendono l’età anagrafica solo grossolanamente indicativa di quella biologica. Esistono poi, numerosi elementi in grado di condizionare l’invecchiamento “fisiologico” come:

  • cause genetiche
  • mancanza di attività fisica o un suo eccesso
  • fattori di rischio quali la dieta ipercalorica, fumo, alcool e stress
  • malattie fisiche o psichiche (come fattori che accelerano l’invecchiamento)

Invecchiamento demografico.

La grande conquista dell’uomo del ventesimo secolo è stata il raddoppio della durata della vita. Questo risultato è stato raggiunto grazie ad una migliore capacitá di prevenire e curare le malattie, ad una riduzione della mortalità neonatale e infantile e ad un miglioramento complessivo delle condizioni di vita.

All’inizio del 900, la durata della vita si attestava sui 43 anni, ora, pur con lievi differenze tra stati e tra i sessi, è intorno ai 76/78 anni. A livello mondiale la vita media si allungherá ancora in futuro, con propensione a incrementare di piú nelle nazioni in via di sviluppo.

Lo sapevi che la massima aspettativa di vita per l’essere umano è intorno ai 120 anni? Questa aspettativa non si è modificato nel tempo se non minimamente.

Cambiamenti fisiologici.

Con l’invecchiamento, quasi tutte le attivitá dell’organismo vanno incontro a modificazioni, generalmente di tipo negativo; alcune funzioni degenerano piú velocemente di altre.
Non esiste un marker oggettivo di vecchiaia; si è cosí stabilito di usare l’etá anagrafica per indicare convenzionalmente l’inizio della vecchiaia (65-70 anni), partendo dal presupposto che esista un invecchiamento “normale”.

I mutamenti fisiologici caratteristici della vecchiaia sono:

  • riduzione progressiva della statura (circa 1,2 cm. ogni 20 anni)
  • perdita di elasticità della cute, che tende ad essere meno idratata
  • riduzione del grasso sottocutaneo
  • aumento della fragilità dei vasi sottocutanei con facilitá alle ecchimosi
  • ipotrofia muscolare
  • riduzione percentuale dell’acqua corporea totale
  • riduzione del numero dei capelli e perdita del pigmento
  • sopraggiungere della presbiopia, ovvero si vede male da vicino
  • riduzione dell’udito
  • aumento della rigidità della gabbia toracica
  • riduzione della forza dei muscoli respiratori
  • attenuazione dell’elasticità polmonare
  • riduzione dei meccanismi di difesa
  • decremento dei parametri respiratori
  • sopraggiungere di disturbi cardiaci e dei vasi sanguigni
  • ipotrofia muscolare: fino al 30% in meno di massa muscolare, anche in relazione alla riduzione dell’attività fisica

E’ importante sottolineare che in etá avanzata, le persone tendono ad esprimere le caratteristiche del loro stile di vita, dunque la manifestazione dei mutamenti suddetti saranno strettamente collegati a come una persona ha vissuto gli anni precedenti.

Cambiamenti psicologici.

Con l’invecchiamento l’uomo si trova ad affrontare anche una serie di “perdite”, che incidono notevolmente sul suo assetto psicologico:

  • a livello biologico vi è un invecchiamento esteriore, una diminuzione della forza fisica e della funzione degli organi di senso con ripercussioni anche sul vissuto della sessualità.
  • dal punto di vista mentale, si subiscono importanti modificazioni su alcuni aspetti rilevanti dell’intelligenza e della memoria.
  • a livello sociale, l’invecchiamento spesso coincide con la perdita di un ruolo sociale e al pensionamento.
  • sul lato familiare, si verifica la perdita del ruolo di capofamiglia, del ruolo di coniuge in caso di vedovanza, del ruolo genitoriale in quanto i figli sono ormai usciti di casa ed hanno una loro vita autonoma.

Psicogeragogia

Per psicogeragogia si intende l’educazione alla vecchiaia, con particolare riferimento agli aspetti psicologici.
Il suo obiettivo principale è l’organizzazione della personalità in vista della vecchiaia; si rivolge perciò non tanto agli anziani quanto piuttosto ai giovani ed agli adulti, affinchè vengano compiuti investimenti culturali ed affettivi per il futuro.

Finchè siamo piccoli, la programmazione della nostra vecchiaia è pesantemente influenzata dagli altri; sono infatti i genitori, gli amici, la scuola, i punti di riferimento per la costruzione di un’immagine di vecchiaia.
Successivamente siamo noi stessi che interveniamo in questa programmazione, con il nostro stile di vita e le nostre scelte.

La preparazione alla vecchiaia avviene attraverso:

  • l’allenamento alla solitudine, alla novità, al cambiamento
  • la programmazione; il porsi degli obiettivi a breve termine è parte integrante del benessere psicologico
  • la creazione di sfide accettabili, nè troppo facili, nè troppo complesse

Come prepararsi dunque alla vecchiaia?

  1. Evitare qualsiasi eccesso, mangiare solo quando si ha fame, prediligere alimenti di stagione e poco grassi; evitare il fumo, le bevande alcoliche o usarle con moderazione. Usare i farmaci con moderazione; essere e sentirsi responsabili della propria salute.
  2. L’esercizio fisico regolare costituisce un presupposto importante per una vita in salute, ma senza eccessi, con moderazione e partendo dalle caratteristiche fisiche e preferenze di ognuno. Va bene la vita attiva ma occorre saper riconoscere i segni della stanchezza e fermarsi a riposare.
  3. Capacità di adattarsi ai cambiamenti, vivere il presente, ottimismo, senso dell’umorismo, mantenere l’attività sessuale, praticare la “moderazione” in tutto; mantenere la “motivazione”, la “volontà di vivere”, fare progetti e porsi delle mete modificabili e raggiungibili.
  4. Aspetti sociali: coltivare le amicizie e le relazioni sociali, rimanere in contatto con la famiglia, evitare la solitudine.
  5. Un presupposto per essere longevi è mantenersi attivi, lavorare svolgendo attività che piacciono, mantenere attive la curiosità e le capacità mentali anche tramite l’allenamento.

Conclusione

Cercate di cogliere nel processo di invecchiamento gli aspetti positivi che solo la vecchiaia offre a chi non sia gravemente malato.

Una migliore qualità della vita non passa necessariamente attraverso l’assunzione quotidiana di pasticche o altri tipi di prodotti; la regola aurea per la longevità è invece la “sottonutrizione”. Questo significa che il segreto per vivere meglio è quello di imparare cosa possiamo fare a meno. Un altro suggerimento è quello di trovare più motivi per vivere; se non ci sono, vanno assolutamente cercati.

Questo significa essere sempre alla ricerca di nuova e più profonda conoscenza di noi stessi e di tutto ciò che ci circonda, impegnarsi in tutto ciò che si fa, non accontentarsi di spiegazioni comode, confortevoli e confortanti, ma mettere sempre in dubbio le proprie certezze. In una parola: studiare, nel senso anche più ampio e profondo di esplorare la realtà in tutti i suoi aspetti. Ad esempio, frequentando un corso che ci interessa, leggendo qualsiasi cosa con curiosità e spirito critico, viaggiando per conoscere il mondo, comunicando in maniera intelligente e costruttiva, tenendo impegnata la mente con attività piacevoli, ma di carattere culturale.

Possiamo sicuramente affermare che lo studio è la miglior previdenza per invecchiare bene.

La giovinezza è felice, perché ha la capacità di vedere la bellezza. Chiunque conservi la capacità di cogliere la bellezza non diventerà mai vecchio. FRANZ KAFKA

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