Tempo e Stress

tempo e stress
Tempo stimato di lettura: 4 minuti

In questo articolo condividerò una sintesi di quanto appreso in una lezione di psicobiologia che ho trovato molto interessante: La relazione tra Tempo e Stress e come possiamo migliorare la gestione del Tempo.

Che cos’è il tempo?

Non stiamo parlando del “concetto meteorologico”, ma del tempo inteso come la durata delle cose misurata a periodi…anni, mesi, settimane, giorni, ore, minuti, secondi.

Avrete sicuramente sentito alcuni modi di dire sul tempo:

  • come passa (o non passa) il tempo,
  • il tempo vola,
  • il tempo è galantuomo,
  • dammi tempo,
  • non ho tempo,
  • Il tempo lenisce ogni ferita.

ma il tempo si può possedere? O si può solo viverlo?

Il tempo può essere solo vissuto e per farlo al meglio dobbiamo:

  • Essere consapevoli che il tempo non “corre” ma… scorre
  • Il tempo è perciò una risorsa preziosa, non rinnovabile, che va gestita

Il tempo presente e il tempo passato
Sono entrambi presenti nel tempo futuro

Thomas Eliot.

Ma chi gestisce il tempo? E come?

Fermiamoci ad esaminare come impieghiamo il nostro tempo, ad esempio una giornata tipo.

Analizziamo cosa abbiamo fatto, la durata, il perché l’abbiamo fatta e il come l’abbiamo fatta (controvoglia, per abitudine, con entusiasmo).

E’ sempre così produttivo? O abbiamo la sensazione che ci sia qualcosa che non va, di non impiegarlo bene.

Quante volte ci capita di buttare via il nostro tempo o di sentirci invasi: una telefonata che riceviamo nel momento sbagliato, guardare la televisione per inerzia, uscire senza averne davvero voglia.
Ogni volta che abbiamo queste sensazioni è perché noi non ci siamo, non siamo veramente presenti.

Noi non possiamo essere “padroni” del nostro tempo ma possiamo imparare ad amministrarlo meglio se conosciamo le difficoltà che incontriamo.
Possiamo usare la volontà per gestire bene il nostro tempo e abbiamo innanzitutto bisogno di un progetto.
E’ infatti un errore in cui si cade facilmente il passare subito all’AZIONE, senza prima aver dedicato il “tempo necessario” a FERMARSI e fare un passo indietro.

Ogni volta che intraprendiamo un’attività è importante fermarsi con calma a riflettere su:

Lo scopo, la meta da raggiungere

La prima domanda è perciò: che cosa vogliamo realizzare?
Dobbiamo porci un obiettivo che NOI consideriamo valido e renderlo chiaro.

Bisogna fare dell’auto-analisi: osservare onestamente le nostre intenzioni, poiché sono queste che ci “muovono” verso la realizzazione del nostro obiettivo o che possono invece “inconsciamente” sabotarla o neutralizzarla.

E’ l’intenzione che ci porta ad “aspirare a qualche cosa”, crea il nostro “modello ideale” ed attiva la nostra volontà di realizzarlo. Imparare a scegliere quali intenzioni coltivare e potenziare, perché gli obiettivi non rimangano un puro fatto “teorico”.

Ogni movente alimenta un’immagine di noi. Pensare bene richiede ottimismo, concentrazione e non dispersione.

La deliberazione

Le buone intenzioni da sole non sono sufficienti. Bisogna farle seguire da decisioni.
Dopo aver individuato l’obiettivo cerchiamo ora di considerare le diverse possibilità concrete di realizzarlo.

La strada dell’inferno è lastricata di buone intenzioni

Che cosa mi è possibile fare realisticamente?
Questo richiede un’attenta valutazione dei propri mezzi: tempo, energia mentale.

E’ meglio un piano attuabile che un piano grandioso ma impossibile.
Prevedere anche quali effetti la scelta potrà avere: non solo quelli immediati ma anche a medio termine.
In questa fase può essere anche utile “consultarsi con qualcuno” per chiarirsi le idee.
Raccontare un problema aiuta a “oggettivarlo” e a formularlo più chiaramente, a vederlo sotto più prospettive.

La scelta e la decisione

Decidere è inevitabile: non farlo è di per sé una decisione e potrebbe essere la peggiore!
Se decidiamo di dare un certo esame, magari difficile, in un arco di tempo ristretto, dobbiamo poi essere coerenti nell’indirizzare le nostre energie in quella direzione, a scapito di altre occupazioni.
Decidere significa scegliere ma scegliere significa preferire…
E preferire richiede necessariamente che si rinunci a qualcosa a favore di qualcos’altro.

Tutto ciò sembra ovvio ma spesso le parole “rinuncia” e “sacrificio” ci suscitano rifiuto, forse perché non abbiamo chiaro l’obiettivo dentro di noi.
Scegliere rafforza la nostra autostima e la nostra sicurezza.
Un suggerimento è quello di cominciare ad allenarsi a scegliere con metodo su questioni di poca importanza.

La convinzione

La convinzione può essere considerata un ordine impartito a noi stessi che ci “dà la carica”.
Per essere efficace, deve venire da noi stessi, non essere imposta dall’esterno.

E’ un VOGLIO, non un DEVO.

Quando vogliamo in questo modo, non c’è sforzo.
Anche se c’è disciplina ed impegno non ci pesa perché, in un certo senso, amiamo quel che facciamo e l’obiettivo per cui lo facciamo.

Impariamo ad amare ciò che stiamo facendo.

Io sono un io vivente, che vuole, che ama

La pianificazione, la programmazione e direzione dell’esecuzione

Tenere ben a mente l’obiettivo, lo scopo che ci siamo prefissi di realizzare.

Avere la visione generale degli stadi intermedi che vanno dal punto di partenza a quello di arrivo, e la consapevolezza del prossimo passo.

Lo Stress

Lo stress nasce dalla sensazione di “pressione” o addirittura di “oppressione” imposta dall’esterno e a cui non siamo in grado di dare una risposta adeguata.

Lo stress origina da una risposta emotiva individuale, che può essere di:

  • Frustrazione
  • Depressione
  • Ricerca della perfezione (pretendere sempre il meglio)
  • Controllo esasperato per arginare l’imprevisto
  • Enfatizzazione del “fare”, attivismo continuo
  • Rinuncia del positivo (bicchiere sempre mezzo vuoto)

Lo stress, quando diventa continuo, riduce le nostre prestazioni e la nostra efficienza fisica e mentale.
Ci fa disperdere energia e non è utile.

In sintesi

  • Qualità da esercitare e rafforzare: attenzione, concentrazione, immaginazione, perseveranza, organizzazione.
  • Descrivere l’obiettivo da raggiungere: chiaro, misurabile, realizzabile
  • Usare bene i mezzi a nostra disposizione: darsi dei tempi e rispettarli.
  • Fare verifiche e riformulazioni in corso di esecuzione: sto progredendo? Ce la faccio? Su cosa è più utile che mi concentri in questo momento?
  • Essere flessibili, se necessario.
  • Accettare e fare buon uso degli errori: s’impara per tentativi ed errori.
  • Essere “sperimentatori di se stessi”, conoscersi e migliorare.

Cosa possiamo imparare da questa lettura?

Imparare a conoscere di più se stessi: fare una “mappa” di noi.

Sentirsi più padroni di se stessi ed essere in grado di dirigere le nostre energie, senza disperderle, facendo sempre un progetto sul piano mentale.

Imparare l’ottimismo.

Spostare consapevolmente la nostra attenzione dagli stati emotivi negativi a quelli positivi.
L’ansia, lo stress, la stanchezza e la preoccupazione spesso sono alimentati dall’incertezza di eventi futuri visti con un filtro “negativo”, anche senza ragione.

Diventare respons-abili: “abili a rispondere”, discriminando ciò che ha importanza da ciò che riveste carattere di urgenza.
Ricordiamoci: dare importanza a tutto è come dare importanza a niente. È indice di incapacità a decidere, non di perfezionismo.

Un grazie ai miei cari amici Mariarita e Fabio per avermi fornito l’immagine di copertina:

HIC ET NUNC Anamorfosi con specchio sferico


Leggi anche l’altro mio articolo su La gestione del tempo

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